RIORGANIZZAZIONE DEL SETTORE ZOLFIFERO DOPO LA CRISI DEGLI ANNI 50’ (2° parte)

L’associazione regionale industriali minerari, a sua volta, predisponeva un altro piano di risanamento in concorrenza con quello governativo, annunciando la costituzione di due appositi organismi, e precisamente, di un consorzio per il collocamento dei prodotti zolfiferi non sottoposti al vincolo dell’Ente Zolfi e di una società fra il consorzio e le aziende allo stesso partecipanti per l’installazione di impianti di verticalizzazione. A questo progetto avrebbero dato la loro adesione 19 aziende zolfifere, che complessivamente rappresentavano una produzione annua di 800.000 tonnellate di minerale, pari al 60% della produzione zolfifera isolana. Si trattava precisamente delle seguenti miniere: Cozzo-Disi e San Giovanello Pintacuda ( bacino di Casteltermini ), Gibellini ( bacino di Recalmuto ), Stincone ( bacino di Serradifalco ), Gessolungo, Juncio Tuminelli, Trabonella e Giumentaro-Capodarso ( bacino di Caltanissetta ), Floristella e Baccarato ( bacino di Piazza Armerina ), Zimbalio e Giangagliano ( bacino di Assoro ), Musalà ( bacino di Pietraperzia ), Muculufa ( bacino di Butera ).
A queste 14 miniere bisognava aggiungerne altre 5 in corso di ripresa o di prossima apertura e cioè: Lucia ( bacino di Agrigento ), Stretto Cuvello (bacino di Racalmuto ), San Gaetano ( bacino di Caltanissetta ), Collerotondo ( bacino di Cattolica ) e Bosco ( bacino di Serradifalco ). Tuttavia, l’Assemblea Regionale Siciliana approvò, nel dicembre 1962, la legge istitutiva dell’Ente Minerario Siciliano, al quale era stato affidato il compito di provvedere mediante la costituzione di un apposita società alla riorganizzazione e verticalizzazione del settore zolfifero in relazione alle decisioni della CEE.
Nel 1964, allo scadere del quinquennio previsto dal piano generale per la riorganizzazione del settore, nella maggior parte delle aziende zolfifere i programmi di riammodernamento non si erano potuti completare, mentre successivamente ogni lavoro di riorganizzazione fu sospeso sia nelle miniere gestite da società private che in quelle gestite direttamente dall’Ente minerario, il quale doveva ancora attuare un’azione coordinata per la razionale gestione delle miniere. Infatti, nel quinquennio di riorganizzazione la maggior parte delle miniere non soggette ad ammodernamento furono chiuse, mentre l’Ente minerario sospese ogni attività produttiva in tutte quelle miniere gestite dallo stesso che, per le caratteristiche negative dei rispettivi giacimenti, sicuramente non erano in grado di raggiungere costi di produzione competitivi. Quindi, paradossalmente, l’istituzione dell’EMS, invece che rafforzare il programma di riorganizzazione dell’industria zolfifera, ne accelerò il processo di smobilitazione.

Nel 1965, tutte le miniere esistenti venivano rilevate dalla Regione che dichiarava decaduti i concessionari e la proprietà delle zolfare veniva tolta agli antichi padroni: l’intero comparto, veniva affidato all’ENTE MINERARIO SICILIANO perché procedesse alla relativa gestione sulla base di appositi programmi di ristrutturazione e riorganizzazione tecnica ed economica del settore. Sorse su queste basi il primo piano di riorganizzazione ( 1967 ) che comportò la chiusura di alcune miniere e l’esodo volontario di mille minatori. Ma tutto ciò non servì a niente, infatti i costi aumentarono ugualmente al di sopra delle previsioni ed i bilanci della Sochimisi ( l’azienda a cui l’EMS affidò la gestione dello zolfo ) chiusero sistematicamente in rosso. Sorse allora il secondo piano ( 1973 ) che non parlò più di riorganizzazione ma di finanziamento dei soli disavanzi. Il terzo piano ( 1975 ) scrisse la parola fine , mettendo in liquidazione la Sochimisi e trasferendo la gestione zolfifera ad un centro operativo con sede a Caltanissetta.

Nello stesso anno, la Regione cominciò a cercare una soluzione globale. La crisi, che ormai unificava tutte le zone minerarie si poteva superare: con la realizzazione di un “progetto-obiettivo”, cioè con una ipotesi di programmazione intersettoriale che mirava alla creazione di attrezzature territoriali per uso industriale nell’ambito dei tre Consorzi industriali di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, tutto ciò al fine di tracciare le fondamenta per l’insediamento della piccola e media industria; con la chiusura di quattro miniere delle dodici ancora in vita; con il prepensionamento di quanti toccavano i cinquant’anni; con la verticalizzazione del minerale per ottenere il maggiore ricavo; con l’affermazione del principio che il minerale estratto e venduto doveva coprire tutti i costi ad eccezione di quelli salariali, il cui onere era a carico della collettività quale investimento sociale nella zona più depressa dell’isola.

Questa logica stava pure a base del quarto piano ( 1979 ) e del quinto piano ( 1984 ) che terranno in vita il settore sia pure in un ottica di graduale e di ineluttabile ridimensionamento. Il 12 novembre 1990, all’undicesimo livello della miniera della Cozzodisi, cioè a quattrocento metri di profondità, in una semibuia caverna venne siglato il documento ufficiale che sancì la definitiva chiusura delle ultime sei solfare ancora operanti in Sicilia: Ciavalotta, Cozzodisi, Gessolungo, Trabia-Tallarita, La Grasta e Trabonella. Il protocollo d’intesa tra i rappresentanti dell’Ente Minerario e della Regione Sicilia chiuderà la drammatica epopea protrattasi per oltre un secolo nelle viscere della Sicilia più povera, quella che si estendeva fra le colline del Nisseno e dell’Agrigentino. La campana della miniera della Cozzodisi, quel giorno, scandì i suoi ultimi rintocchi per annunciare la morte della miniera. Così, con la chiusura delle ultime sei zolfare in terra sicula si chiuse un capitolo molto importante della storia economica dell’isola.

PREZZI DELLO ZOLFO FUSO DAL 1815 AL 1953

ANNO Prezzo/tonn. ANNO Prezzo/tonn. ANNO Prezzo/tonn.
1815 10 carlini * 1923 £ 452 1940 £ 455
1832 55 tari’ * 1924 £ 460 1941 £ 649
1833 40 tari’ * 1925 £ 535 1942 £ 683
1837 15 tari’ * 1926 £ 590 1943 £ 1300
1840 25 tari’ * 1927 £ 471 1944 £ 4400
1865 £ 124 1928 £ 450 1945 £ 9400
1875 £ 100 1929 £ 453 1946 £ 13500
1885 £ 75 1930 £ 450 1947 £ 21500
1895 £ 56 1931 £ 455 1948 £ 26320
1896 £ 68 1932 £ 442 1949 £ 33000
1897 £ 96 1933 £ 320 1950 £ 36600
1906 £ 96 1934 £ 236 1951 £ 41430
1918 £ 430 1935 £ 271 1952 £ 41270
1919 £ 440 1936 £ 269 1953 £ 45300
1920 £ 626 1937 £ 374
1921 £ 698 1938 £ 402
1922 £ 483 1939 £ 334

( * ) Prezzo a cantaro che equivale a 80 chili

 

PRODUZIONE DI ZOLFO, NUMERO DI MINIERE E DI OPERAI IN SICILIA
Dal 1860 al 1990

ANNI tonn. di ZOLFO Numero MINIERE Numero di OPERAI
1860 150.000 -- --
1861 160.000 -- --
1862 160.000 -- --
1863 175.000 -- --
1864 172.618 -- --
1865 162.905 -- --
1866 190.123 -- --
1867 189.733 -- --
1868 189.344 -- --
1869 180.086 -- --
1870 180.199 -- --
       
1871 176.504 -- --
1872 218.863 -- --
1873 246.815 -- --
1874 214.442 -- --
1875 173.423 -- --
1876 239.221 -- --
1877 217.947 -- --
1878 255.025 292 18.862
1879 329.984 275 23.215
1880 312.921 259 21.556
       
1881 323.151 299 22.218
1882 394.087 329 27.935
1883 391.689 345 27.605
1884 367.712 370 28.847
1885 377.194 347 28.749
1886 326.657 373 25.501
1887 300.757 336 22.874
1888 322.042 338 25.024
1889 327.672 394 26.044
1890 328.024 480 27.787
       
1891 347.568 582 32.269
1892 374.359 557 33.071
1893 374.840 569 30.886
1894 366.000 568 27.036
1895 352.908 432 24.194
1896 405.628 530 28.110
1897 475.241 704 34.148
1898 482.150 727 34.600
1899 537.093 733 32.012
1900 519.237 719 38.044
       
1901 537.543 734 38.992
1902 510.392 750 37.789
1903 526.274 757 37.341
1904 496.367 800 35.695
1905 536.782 777 37.213
1906 471.190 616 32.163
1907 400.000 541 27.009
1908 413.580 444 26.124
1909 404.423 380 24.727
1910 396.107 377 23.063
       
1911 379.376 334 21.077
1912 351.954 342 18.800
1913 347.588 342 16.842
1914 337.232 309 16.955
1915 322.250 349 16.344
1916 236.291 334 12.247
1917 183.159 403 9.857
1918 202.740 476 11.654
1919 192.083 442 15.043
1920 225.219 434 17.280
       
1921 229.208 464 17.772
1922 129.535 342 13.935
1923 206.238 257 12.955
1924 221.155 283 12.519
1925 208.447 273 10.491
1926 206.845 275 9.900
1927 232.804 248 10.523
1928 218.729 230 9.821
1929 242.427 205 10.798
1930 251.408 184 10.979
       
1931 253.186 177 10.554
1932 234.302 167 10.295
1933 265.157 157 10.702
1934 247.108 148 10.041
1935 216.521 136 9.597
1936 22.659 124 10.783
1937 244.895 117 11.552
1938 247.708 128 11.920
1939 228.008 129 11.831
1940 208.896 103 14.043
       
1941 188.606 101 12.325
1942 131.656 98 11.485
1943 51.721 77 8.770
1944 32.841 75 4.786
1945 61.829 96 7.816
1946 83.093 108 9.064
1947 87.956 97 7.967
1948 97.693 98 8.461
1949 117.498 116 9.633
1950 131.989 119 10.111
       
1951 130.951 121 11.081
1952 151.663 113 12.099
1953 159.844 117 11.694
1954 149.310 121 11.037
1955 147.920 115 10.632
1956 146.173 121 9.675
1957 143.643 105 9.350
1958 122.464 86 8.856
1959 83.562 79 7.615
1960 54.464 68 7.200
1962 -- 56 4.690
1969 -- 15 3289
1986 -- 8 1500
1990 -- 6 700

Geologo Alfio Calabrò
Prof.ssa Ermelinda Ciaurella

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