MINIERA DI ZOLFO LA GRASTA (SOMMATINO, SICILIA)

LA MINIERA DI ZOLFO LA GRASTA
( The sulfur mine La Grasta )
(The sulfur mine La Grasta was one of the smaller mines of Sicily. From its subsoil were extracted wonderful mineral celestite brilliant white with sulfur and celestite blue with sulfur)

LOCALIZZAZIONE DELLA MINIERA
(LOCATION OF THE MINE)

NOME: MINIERA LA GRASTA
MINERALE COLTIVATO: ZOLFO
LOCALITA’: SOMMATINO, (Provincia: CALTANISSETTA) SICILIA
QUOTA: 385 metri sul livello del mare
LATITUDINE: 37°22’03’’ Nord
LONGITUDINE: 13°58’23’’ Est
ITINERARIO: Da Caltanissetta verso Agrigento lungo la SS640 all’altezza del bivio per Canicatti imboccare a sinistra per la SS190 detta strada delle miniere, raggiunto Sommatino imboccare a sinistra per la SP2 in direzione Ramilia dopo circa 3Km, in contrada La Grasta imboccare a sinistra verso l’ingresso della miniera.

La miniera di zolfo La Grasta, a differenza di molte miniere che sorgevano in quella zona, era una zolfara di piccole dimensione, rimodernata nella quasi totalità dall’ Ente Minerario Siciliano (E.M.S.) a partire dalla fine degli anni ’60.
La miniera, a causa dei pochi anni di esercizio e della modesta dimensione, era soprannominata dai minatori la signorina per differenziala dalle grandi e antiche miniere presenti nel territorio.
Prima di allora la miniera era composta da un piano inclinato che portava alla profondità di 89metri sotto il piano campagna, dove si sviluppava un unico livello minerario.
Con l’entrata dell’EMS fu costruito un moderno pozzo di estrazione e la miniera fu approfondita con un ulteriore livello minerario fino a raggiungere quota 133metri dal piano campagna.
Lo strato solfifero coltivato era orientato in senso Est-Ovest e immersione Sud di 30°-35°, contenuto tra i calcari di letto e le marne a tetto.
I sotterranei in cui avveniva la coltivazione, per mezzo di esplosivi, erano formati da un susseguirsi di grandi geodi o cavità (dette garbere), all’interno delle quali si trovavano migliaia di cristalli di celestina bianca brillante, immersi in una matrice di zolfo che ricoprivano completamente le pareti e il tetto delle cavità.
Il contrasto tra i colori della celestina e quelle dello zolfo rendevano questi campioni di una eccezionale bellezza, in rari casi il colore della celestina era di un azzurro intenso immersa in una matrice di zolfo colore arancio mielato.
La miniera aperta nel 1967 fu definitivamente chiusa nel 1988 e le vie d’accesso al sottosuolo furono ostruite alla fine del 1990.
Geologo Alfio Calabrò

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