MINIERA DI ZOLFO COZZO DISI ( CASTELTERMINI, SICILIA )

LA MINIERA DI ZOLFO COZZO DISI
( The sulfur mine Cozzo Disi )
( Was one of the largest sulfur mines of Sicily, from its subsoil extracted the most beautiful minerals sulfur yellow, sulfur bituminous, gypsum with sulfur and aragonite. )

LOCALIZZAZIONE DELLA MINIERA
(LOCATION OF THE MINE)

NOME: MINIERA COZZO DISI
MINERALE COLTIVATO: ZOLFO
LOCALITA’: CASTELTERMINI, (Provincia AGRIGENTO) SICILIA
QUOTA: Da 190 a 250 metri sul livello del mare
LATITUDINE: 37°30’48’’ Nord
LONGITUDINE: 13°40’56’’ Est
ITINERARIO: Da Agrigento, SS189 per Lercara Friddi sino a P.so Funnuto, deviazione a sinistra per Casteltermini sulla strada provinciale SP22; a 2Km dalla deviazione si incrocia l’ingresso alla miniera.

Questa miniera è nata nel 1870, di proprietà degli eredi del Conte della Bastiglia.
Inizialmente l’entità del minerale era piuttosto modesta, i lavori si sviluppavano in una formazione diretta da Nord a Sud e pendenze verso Ovest di 60°, composta da marne tripolacee al letto e calcari parzialmente mineralizzati e gessi al tetto.
Quando le coltivazioni minerarie raggiunsero la quota di 180 metri sul livello del mare, incontrarono all’estremo Nord della concessione una lente riccamente mineralizzata e interessata da numerose caverne (dette dai minatori garbere) di cui una particolarmente grande che diede il nome alla zona di coltivazione di “sezione grande garbera o sezione grotte”, tutti i minatori e i tecnici che lavoravano nei sottosuoli rimasero stupefatti dalla bellezza di questa garbera, si trattava di diverse caverne ricche di cristalli di gesso trasparenti di dimensione metrica ricoperti da migliaia di grossi cristalli di zolfo.
Di seguito viene riportata una testimonianza scritta dal perito minerario Amedeo La Porta che nel 1949 ebbe l’opportunità di rilevare le meraviglie di questa garbera.
Nel 1949 sono stato ammesso come tirocinante alla Cozzo Disi e sono stato incaricato di assistere ai lavori di prolungamento del pozzo D’Ippolito. Nei periodi di tempo per me inattivi, mi impegnavo in esercitazioni di topografia sotterranea; mi occorreva un luogo tranquillo escluso dal transito dei vagoni e mi è stato indicato, sempre sullo stesso piano del 3° livello, in fondo della galleria della sezione grotte, ove sono stato accolto dal capomastro Vincenzo Lo Presti, il quale mi accompagno.
Planimetricamente, queste garbere si estendono complessivamente per un centinaio di metri, mentre verticalmente si susseguono e non si sa fin dove. Tra i cristalli di gesso presenti prevalgono quelli in posizione verticali con le pareti perfettamente lisce. La straordinarietà di questa composizione naturale è data, non tanto dalle forme delle garbere quando, dalla dimensione e dalla trasparenza vitrea dei cristalli di gesso. Alcuni hanno un altezza di 3-5metri, una lunghezza di 8-16metri e uno spessore di 2-4metri e sono trasparenti al punto da consentire il riconoscimento delle persone che si dovessero trovare dall’altra parte. Io le ho viste e ripetutamente ammirate fra la fine del 1949 e i primi mesi del 1950 (tratto dal libro Le miniere di zolfo e la sua gente scritto da Sebastiano Infantino).
Più a Nord della grande garbera è stato trovato un enorme ammasso di zolfo che diede grande sviluppo alla miniera, a questa ricchissima zona mineraria diedero il nome di “Sezione Ammasso”.
A questo punto iniziarono i lavori minerari su scala industriale e la Cozzo Disi divenne una grande miniera con circa 700 addetti.
Nella “Sezione Ammasso” furono tracciati i livelli minerari con forma pressoché ellissoidale con la lunghezza massima di circa 200m e larghezza di 90metri furono scavati ben XII livelli minerari per una profondità di circa 400 metri.
Da questa miniera furono estratti i meravigliosi campioni di zolfo giallo limone, giallo verde e bituminoso, campioni di gessi con cristalli di zolfo e aragonite pseudoesagonale.
La chiusura della miniera avvenne nel 1988, il 12 Novembre del 1990 all’undicesimo livello venne siglato il documento che sancì la definitiva chiusura delle ultime sei miniere di zolfo presenti in Sicilia.
Geologo Alfio Calabrò

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